Gello su Google Earth
Gello su Google Earth
casedigello su Facebook

Storia e trasformazioni

La posizione dominante di Gello e la disposizione dei fabbricati fanno risalire la sua fondazione a tempi molto antichi.
Per quanto l’esistenza del borgo sia già testimoniata in epoca medioevale, il primo documento certo è una cartografia della Val di Cecina redatta da Leonardo da Vinci (Royal Library, Castello di Windsor, Londra n°12683) dove Gello è chiaramente individuato con gli altri comuni limitrofi.
La stessa etimologia della parola Gello, condivisa con altre due omonime località di Toscana proviene da Agellum, diminutivo latino di Ager (campo/campicello) e lascia intendere di una fondazione ancor più remota.
La consistenza attuale dei fabbricati è il risultato delle diverse demolizioni e ricostruzioni succedutesi nel tempo, con costante riutilizzo del pietrame misto locale.

cartografia della Val di Cecina redatta da Leonardo da Vinci

Ad oggi l’unica datazione basata su una evidenza certa è quella della casa dell’Arco, dove un camino reca l’insegna de La Rocchetta e la data 1790.
Il successivo Catasto della Comunità di Montecatini Valdicecina (1821) restituisce una diversa situazione del “Castelletto di Gello” con alcune costruzioni in più, oggi perdute, senza l’arco e con una diversa disposizione della Casa Canonica.

Castelletto di Gello
mappa gello

All’epoca del secondo dopoguerra le case erano già ridotte al numero attuale e la popolazione era valutabile nell’ordine di dodici nuclei famigliari, oltre alla canonica, per un totale di più di cento abitanti.
A tutt’oggi il paese conserva tre forni per il pane di cui uno ad uso comune, ed una cisterna alimentata ad acqua piovana.
L’acqua potabile veniva attinta a valle dalla Fonte del Cucule.

Negli anni ‘50 la riforma agraria dell’Ente Maremma separa la fattoria di Gello dai terreni circostanti, riassegnandoli alle famiglie locali.
Senza più alcun rapporto con l’economia agricola locale, Gello viene rapidamente abbandonato ed è in questo stato che nel 1963 viene completamente rilevato dall’attuale proprietà, con la sola eccezione dei terreni di competenza della Curia di Volterra.
Gli interventi resi necessari dal tempo hanno posto il problema di un adeguamento tecnologico dei fabbricati nel rispetto delle caratteristiche dell’architettura rurale toscana.
Recuperando i materiali originali di pavimenti e coperture, e reimpiegando una volta ancora il pietrame misto esistente dove spiccano il candore dell’alabastro e le architravi in pietra di Montecatini, sono state consolidate e ricostruite quasi tutte le case, limitando al minimo le alterazioni al contesto ambientale.

I muri esterni delle abitazioni originariamente colorati con intonaci a calce di tinte vivaci, di cui restano tracce sotto la linea di gronda, sono stati conservati nello stato parzialmente scrostato in cui si trovano, intervenendo con rappezzi puntuali, ma senza riportare le costruzioni ad un aspetto nuovo.
La distribuzione interna a stanze passanti è stata in alcuni casi adeguata alla necessità di prevedere i servizi interni di cui le case erano totalmente prive, in quanto l’unico servizio igienico del paese si trovava addossato al lato ovest della scuola.

Nelle case dove sono stati necessari interventi di ricostruzione dalle fondamenta abbiamo mantenuto l'aspetto storico, adottando i tradizionali solai in legno con piastrelle in cotto, e ricostruendo i tetti con coperture toscane a coppi ed embrici.