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Casa delle Acque
La Casa delle Acque delimita a settentrione
il boschetto di cipressi, restituendo il perimetro
storico della cinta muraria del Borgo di Gello.
Il piano terreno è completamente dedicato
alla zona giorno, organizzata attorno
ad una spaziosa cucina in marmo di carrara
ed un soggiorno con un grande camino.
I due locali sono idealmente prolungati all’esterno
da terrazze in cotto, attrezzate con lunghe panche
in muratura. La terrazza sui cipressi è dotata
di un forno a legna.
Al piano superiore la zona notte è suddivisa
in due stanze da letto matrimoniali ed in una
stanza doppia. Ci sono inoltre due bagni
indipendenti attrezzati con doccia ed un’originale
vasca in muratura. Un terzo bagno nel sottoscala
è dedicato agli ospiti.
Tutte le stanze godono di un’unica vista sulla
Valdicecina e sui tetti di Gello.
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Perché si chiama Le Acque?
In effetti la sorgente più vicina si trova in fondo
alla vallata.
L’architettura rurale toscana di questo borgo è sempre
stata tenuta in grande considerazione dai suoi nuovi
proprietari. Un problema delicato era quello
di inserire dei bagni in case dove non erano previsti,
e dove le stanze comunicavano direttamente
una nell’altra. In fatti i precedenti abitanti
di Gello facevano pazientemente la fila per l’unico
bagno disponibile, appoggiato al muro de La Scuola.
In sintonia con l’architettura radicale degli anni ’60,
qualcuno pensò che invece di inserire bagni
modificando la distribuzione interna delle case,
sarebbe stato possibile e certamente più economico
trasferire le necessità sanitarie di un intero borgo
in una sola casa, dove tutte le stanze fossero
trasformate in bagni.
Questa idea in fondo non ci dispiaceva,
e così abbiamo deciso di conservare il nome
un po’ altisonante della Casa delle Acque.
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La ricostruzione della Casa delle Acque
Nel 1962 la Casa delle Acque era già compromessa.
La sua struttura di muri in pietra
(60 cm. di spessore) era solida, ma i solai in legno
erano danneggiati dalle infiltrazioni di acqua
del tetto, rimasto per troppo tempo senza
manutenzione. Risultò inevitabile demolire
completamente la parte fuori terra.
Nel 2003 Il cantiere di ricostruzione ha completato
la demolizione di un tratto rimasto di muratura,
di circa tre metri di altezza, corrispondente
alle antiche cantine. Un cordolo di fondazione
ed un sottofondo ventilato si sono fatti largo
tra la roccia di alabastro, per sostenere muri
in opera mista di pietra locale di recupero mista
e laterizio. Abbiamo impiegato le pietre della vecchia
casa, costruendo muri spessi e solidi (50 cm)
che ci garantiscono insieme agli intonaci la migliore termoregolazione stagionale.
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Le case toscane hanno pochi caratteri edilizi
semplici, il cui rispetto è fondamentale negli
interventi di ricostruzione nel contesto di un borgo
strorico. Abbiamo trovato architravi e davanzali
in pietra di Montecatini, provenienti dalla cava
che fino al primo novecento ha servito la più grande
miniera di rame europea. Le travi ed i travicelli
di castagno sono tuttora in commercio e di facile
reperibilità. Non è altrettanto semplice recuperare
dei pavimenti in cotto vecchio, ma la casa
non sarebbe stata la stessa.
Le finestre sono in cipresso, il miglior legno in
assoluto, recuperato dalle potature dei nostri alberi.
Confermati i caratteri edilizi, la casa è stata
ridisegnata pensando ad una famiglia con più
bambini che vive a diretto contatto con l’esterno.
Le dimensioni generose del soggiorno
e della cucina consentono comode giornate
invernali davanti al camino.
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superficie effettiva:
• piano terra soggiorno mq.33
• cucina mq.21
• primo piano stanze da 16mq. 13mq, 12,5mq.
dotazione:
• cucina e soggiorno comunicanti
• due stanze matrimoniali ed una a due letti
• tre cabine armadio
• un bagno con doccia ed uno con vasca
da bagno in muratura
• un terzo bagno per ospiti si trova sotto
la scala al piano terreno
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